Animalisti sotto shock: il nuovo piano di eradicazione delle nutrie non prevede i metodi ecologici

Piano di sterminioIl 22 novembre 2017, senza troppi annunci, è partita ufficialmente la caccia alla nutria. E’ stato infatti pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione FVG il piano di eradicazione della nutria. Più che un bollettino ufficiale sembra di leggere un bollettino di guerra: fucili, armi da fuoco, armi ad aria compressa, trappole, e perfino il gas; mancano solo le mine antinutria. L’homo sapiens con questa scelta manifesta tutto il suo delirio di onnipotenza, arrogandosi il diritto di poter sceglier la vita o la morte di decine di migliaia di animali liberi. Una guerra impari, disumana con un vantaggio di forze ed armi sproporzionato verso gli umani. Un bagno di sangue il cui unico beneficio immaginabile è alleviare le psicopatologie della sessualità dei cacciatori maschi, che potranno dar sfoggio delle loro lunghe canne di fucile anche quando la caccia è proibita. Una guerra persa in partenza, come nelle precedenti campagne di abbattimento, che sui lunghi periodi, hanno causato un istintivo aumento delle capacità riproduttive delle nutrie.

Tutto questo in beffa anche a leggi statali che pur non avendo gran cuore per gli animali in genere, avevano fornito le nutrie di alcuni miseri diritti, anche questi palesemente violati dalla normativa regionale. Il legislatore statale infatti con la legge 221/2015, ha previsto che gli interventi per l’eradicazione e il controllo delle popolazioni di nutrie venga praticato di norma mediante l’utilizzo di metodi ecologici, cioè non violenti. Gli uffici regionali, invece, di applicare la legge sovraordinata hanno dato maggiore valore ad un parere dell’ISPRA ritenendo che <<non debba essere prevista la prioritaria applicazione di metodi indiretti ecologici>>.

Un altro conflitto con la legge statale riguarda la possibilità di intervento dei cacciatori. La norma nazionale non permette ai cacciatori di uccidere le nutrie, a meno che non siano proprietari o conduttori del fondo dove vivono i castorini. La norma regionale invece permette non solo ai cacciatori di sparare quando la caccia è aperta, ma per alcuni amici selezionati anche quando la caccia è chiusa.

Ancora una volta è dimostrato quanto la legge non è figlia della giustizia e non tutela gli interessi di chi abita questi territori, sia esso umano o altro animale.

Piano di eradicazione della nutria della Regione Friuli Venezia Giulia

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