Chiesto lo stop al piano di abbattimento delle nutrie

nutriaUn coro delle associazioni che tutelano i diritti degli animali per chiedere alla Regione FVG di adottare metodi non violenti per l’eradicazione delle nutrie.

La Giunta Serracchiani ha recentemente imposto un piano di eradicazione delle nutrie basato esclusivamente su metodi cruenti. Le associazioni non criticano la decisione di eradicare un animale estraneo all’habitat regionale, ma rifiutano categoricamente di utilizzare l’abbattimento. Le nutrie oggi possono venir intrappolate ed uccise a colpi di fucile o con il gas da alcuni soggetti autorizzati. La scelta di utilizzare tali metodi evidenzia una mancanza di rispetto di diritti che dovrebbero esser inviolabili per tutti gli animali: il diritto alla vita ed alla libertà.

Le associazioni firmatarie della richiesta sono le associazioni Vegetariani e Vegani Muja, SOS Pappagalli, Bioest Gruppo Ecologista Naturista di Trieste, La Voce dei Conigli, Ricomincio da Cane Onlus, Naica, l’International Organization World Animal Day Comitato Trieste Animal Day e la LAV Lega Anti Vivisezione.

Le associazioni hanno chiesto di fermare l’uccisione dei simpatici castorini per sei motivi:

  1. motivo biologico. Le condizioni ambientali non permettono che l’eradicazione possa esser fatta con metodi violenti. Con l’abbattimento si osserva l’aumento del tasso di nascite e la tendenza dei maschi non leader delle colonie rimanenti ad uscire dal territorio in cui sono nati ed a ricolonizzare i territori nei quali le nutrie sono state prelevate ed uccise.
  2. motivo legale. Nel 2016 le nutrie hanno perso le tutele previste per la fauna selvatica. Tuttavia il legislatore nazionale ha chiaramente garantito un ultimo diritto ai castorini; quello che l’eradicazione sia svolta prioritariamente senza violenza, e che solo in caso di inefficacia, le Regioni possono approvare piani di abbattimento. Pertanto le associazioni accusano un vizio di illegittimità per eccesso di potere della Giunta Regionale, ed un contrasto persino con la Legge regionale 20/2017 che prevede come opzione per l’eradicazione anche i metodi messi a disposizione dalla comunità scientifica.
  3. contraddittorietà.  Il piano di abbattimento si basa su un parere dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale che, nonostante le formali richieste di accesso agli atti, le associazioni non sono riuscite ad ottenere. Questo misterioso parere contrasta con altre posizioni prese dall’ISPRA. I dirigenti dell’Istituto si sono dimostrati spesso aperti a metodi di controllo delle colonie effettuati mediante la sterilizzazione degli animali.
  4. illogicità. Mentre l’Assessore cacciatore Panontin finanzia con 66.000 euro l’uccisione delle nutrie, dall’altro nella stessa Giunta l’assessore all’Ambiente Vito finanzia con 80 mila euro un ben più nobile studio per sperimentare dei mangimi bioattivi volti a ridurre il tasso di natalità della nutria.
  5. le carcasse. La Giunta Serracchiani ha previsto che in alcuni casi i castorini morti possono esser abbandonati dove vengono uccisi. Questo è in contrasto con la legge nazionale che classifica le carcasse delle nutrie come “rifiuti di origine animale ad alto rischio” e che vanno quindi macellati inceneriti o sepolti.
  6. motivo democratico. 627 cittadini della regione hanno presentato una petizione popolare alla Regione per chiedere la che le nutrie siano eradicate solo con metodi non violenti. Non essendo stata discussa la richiesta dei cittadini nelle sedi competenti, logica vorrebbe che la Giunta attenda il pronunciamento del Consiglio Regionale su un provvedimento che decide sulla vita o la morte di migliaia di animali delle nostre terre. Ma così non è stato, è evidente che il contentino ai cacciatori regionali è più importante del rispetto dei principi democratici.

Qui è possibile vedere la richiesta delle associazioni, e la risposta dell’Assessore alla caccia Panontin

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