Gli animali hanno diritto ad esser soccorsi?

Immaginate di investire involontariamente un gabbiano con la macchina, scendete dall’auto e vedete che questo ha un’ala ferita e non riesce a riprendere il volo. Vi sentite moralmente obbligati ad aiutarlo, e peraltro avete anche letto da qualche parte che se non prestare soccorso potreste passare dei guai. Inizia così una serie di telefonate e di rimpalli da un centralino all’altro per cercare di capire cosa potete fare per salvare lo sventurato uccello. Il vostro senso civico e la vostra umanità si esauriscono davanti a telefoni spenti e numeri che suonano a vuoto, tanto che rientrate a casa con un peso sulla coscienza che vi tormenterà per giorni: cosa ne sarà stato di quel povero animale che non siete riusciti a soccorrere?

Dal primo luglio l’ENPA, dopo vent’anni di duro lavoro, ha terminato l’attività di recupero della fauna selvatica ferita. Una scelta condizionata dal mancato ricambio generazionale dei volontari, dicono dalla sede di via Marchesetti. Viene per fortuna garantita ancora l’attività di Centro di Recupero degli Animali Selvatici con l’accoglienza degli animali che i buoni samaritani vorranno portare dalle 8.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 20.00 di ogni giorno.

Il soccorso sul territorio viene fatto a singhiozzo dal corpo forestale regionale, ma spesso i cellulari dedicati suonano a vuoto o sono spenti. Ad una chiamata di soccorso che un cittadino ci ha raccontato di aver fatto, la forestale ha risposto di aver troppo poco organico per garantire così tante richieste.

E’ evidente che la situazione è molto grave, ma quel che è peggio è che le norme regionali hanno una visione ben diversa di quello che immaginiamo noi per soccorso. La Legge dello Stato 157/92 prevede infatti che le regioni normino il soccorso alla fauna selvatica in difficoltà, ma il modo in cui questa applicazione è avvenuta in Friuli Venezia Giulia ha dell’incredibile. La Legge Regionale 7/13 ha infatti indicato unicamente che l’attività di recupero durante la caccia o a seguito di sinistro stradale o per altre cause può essere svolta dai cacciatori e dai loro cani da traccia. E’ ragionevole pensare che le richieste di soccorso in ambiente urbano difficilmente verranno svolte dai cacciatori e che difficilmente qualcuno chiamerebbe un cacciatore per dare delle cure ad animali in difficoltà. La Legge 28/17 ha anche previsto che venga emanato un regolamento che metta chiarezza sull’attività di recupero della fauna selvatica ferita, ma ad oggi questa norma non esiste. Pertanto anche il bravo cittadino che prende il gabbiano ferito e lo porta all’ENPA si muove ai margini della legalità per lo “stato di necessità” che in un’ipotetica controversia potrebbe andare a suo favore, ma senza una norma che lo tuteli chiaramente.

L’assessore competente Stefano Zannier, ha cercato di sdrammatizzare annunciando una manifestazione di interesse per la gestione del servizio di soccorso di animali di fauna selvatica su strada che avrebbe dovuto concludersi in tempo per il passaggio di consegne del primo luglio, ma così non è stato. Ed a rimetterci sono sempre i più deboli: gli animali feriti o in difficoltà.

Foto di un soccorso effettuato il 16 luglio 2018 da un’animalista locale alla quale vanno i nostri ringraziamenti

 

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